Cosa significa svolgere un check-up aziendale?

Esploriamo l'importanza del check-up aziendale

Ormai, viviamo in un modo estremamente complesso, che esige perizia e specializzazione: ecco perché, solitamente, consiglio a tutte le aziende di commissionare, periodicamente, un check-up aziendale. Fare un check-up significa, in parole molto povere e semplici, verificare lo stato di salute della propria impresa, identificandone i punti di forza e di debolezza. Attenzione, perché in molti credono di conoscere a menadito la propria realtà ma spesso, alla prova dei fatti, non mancano le sorprese.

Il check-up aziendale assomiglia a quello medico?

Sottoponendoci a un check-up aziendale succede, davvero, la stessa cosa che accade quando, periodicamente e malvolentieri, ci sottoponiamo ad un banale controllo medico: magari stiamo benissimo e pensiamo di scoppiare di salute poi, quando andiamo a ritirare le analisi del sangue, ci troviamo di fronte a un po’ troppi asterischi, che indicano valori sballati. Diventiamo, dunque, consapevoli di rischi nascosti che, se presi in tempo, possono certamente essere curati e riportati alla normalità.
Quando svolgiamo un check-up aziendale, l’impatto può essere molto simile: ci troviamo, infatti, di fronte a diversi valori numerici che, però, non si chiamano colesterolo e glicemia, ma R.O.E., R.O.I., M.O.L. e tutta una serie di acronimi del genere. Anche in questo caso, ci sono valori normali ed altri giudicabili sballati, e ovviamente l’interpretazione deve essere globale: un singolo asterisco, insomma, non per forza significa che ci sia una problematica seria da affrontare.

Quando un’azienda può dirsi in salute?

Lo scopo di tutti i valori che, in minima parte, abbiamo citato, è quello di definire lo stato di salute dell’azienda, verificando in particolare il rispetto di tre fondamentali equilibri: quello economico, quello finanziario e quello patrimoniale.

L’equilibrio economico si riferisce alla reale capacità dell’azienda di generare un guadagno, ovvero un utile: badate bene, per poter dire che un’impresa ha una marginalità positiva, non è assolutamente sufficiente guardare l’ultima riga del bilancio, ma occorre effettuare analisi più approfondite.

L’equilibrio finanziario riguarda, invece, la capacità aziendale di far fronte, serenamente, alle proprie scadenze di pagamento: si giunge, dunque, ad analizzare e valutare il cash flow aziendale, che è la vera linfa vitale che permette alle imprese, giorno dopo giorno, di sopravvivere. Un’azienda finanziariamente squilibrata, insomma, può apparire come una splendida autovettura rimasta senza benzina: le potenzialità ci sono tutte, ma non è più in grado di procedere nemmeno per pochi metri.

L’equilibrio patrimoniale, infine, riguarda un’altra serie di aspetti, di cui il principale può essere individuato nel rapporto fra capitale proprio e mezzi di terzi: molti imprenditori italiani, infatti, si buttano nel fare impresa con investimenti personali ridicoli, e si affidano in maniera molto intensa alla leva del debito. Questo non significa che un’impresa indebitata debba andare male per forza, ma ci sono tante considerazioni da farsi per giudicare se questo indebitamento sia realmente sostenibile.

Sapreste descrivere, con precisione e perizia, la vostra azienda relativamente ai tre punti appena citati? In caso di risposta negativa, il consiglio è sempre quello: fatevi aprire gli occhi.

Perché gli imprenditori tentennano nel commissionare un check-up?

Le motivazioni che ci trattengono dal chiedere aiuto e ottenere una consulenza mirata sono molteplici, e possiamo riassumerle in:

  • finanziarie: abbiamo paura di spendere troppo. Nella maggior parte dei casi, finiremo però con lo spendere molto di più, una volta che le problematiche saranno divenute più grandi e preoccupanti;
  • di opportunità: crediamo, cioè, di non avere abbastanza tempo da dedicare alla soluzione del problema, dunque semplicemente lo ignoriamo, o lo sottovalutiamo, sperando che sparisca da solo. Nei casi più lievi può succedere, ma in quelli più gravi la problematica non può fare altro che lievitare a dismisura;
  • legate all‘ego: ci crediamo più bravi di quello che in realtà siamo, e valutiamo di non aver bisogno di alcun tipo di aiuto o suggerimento per risolvere il problema;
  • legate alla paura: semplicemente, il fatto di guardare in faccia la realtà ci terrorizza; dunque, preferiamo nascondere la testa sotto la sabbia.

Ricordatevi che non potete essere “tuttologi” e, probabilmente, non avete le competenze per giudicare davvero, nel dettaglio e in profondità, lo stato di salute della vostra impresa, esattamente allo stesso modo in cui chi va dal medico, nella stragrande maggioranza dei casi, non ha le competenze per decidere, da solo, se e come curarsi.

Se desiderate approfondire queste tematiche, relativamente alla vostra specifica situazione, scrivetemi, per programmare un primo colloquio conoscitivo e gratuito: info@massariconsulting.it

Marco Massari

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